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Terapia per gli attacchi di panico

Il cuore che batte all'impazzata, il respiro che manca, la sensazione di perdere il controllo: un attacco di panico è un'esperienza fisica oltre che emotiva, ed è proprio per questo che fa così paura. La terapia cognitivo-comportamentale interviene sul meccanismo che lo alimenta, con un protocollo specifico per il disturbo di panico.

Riconoscersi

Riconoscere un attacco di panico

Un attacco di panico arriva all'improvviso, raggiunge il picco in pochi minuti e può sembrare un'emergenza medica in corso. Quando si ripete, il rischio è che la paura dell'attacco stesso diventi più invalidante dell'attacco in sé.

  • Hai avuto episodi improvvisi di paura intensa, con cuore che batte forte, respiro corto o vertigini.
  • Durante questi episodi hai pensato di stare per morire, perdere il controllo o impazzire.
  • Hai paura che un attacco possa ripresentarsi da un momento all'altro.
  • Eviti luoghi o situazioni per il timore di restare senza via d'uscita o senza aiuto in caso di attacco.
  • Hai fatto controlli medici che non hanno trovato una causa fisica a questi episodi.

Se ti riconosci in più di una di queste situazioni, un percorso specifico per il panico può aiutarti a uscire da questo circolo.

Se tra un episodio e l'altro resta una preoccupazione costante, anche lontano dalle situazioni temute, può essere utile approfondire anche la terapia per l'ansia.

Il percorso

Come si lavora sul disturbo di panico

Il punto di partenza non è evitare le sensazioni fisiche che temi, ma imparare che non sono pericolose. Il protocollo combina lavoro cognitivo ed esposizione graduale, con l'obiettivo di interrompere il circolo tra sensazione fisica, interpretazione catastrofica e paura.

Psicoeducazione sul panico

Capire il meccanismo che genera un attacco — una sensazione fisica interpretata come pericolo imminente — toglie forza alla paura della paura stessa.

Diario degli episodi

Si annotano quando si presentano gli attacchi, cosa li precede e quali sensazioni fisiche compaiono: aiuta a vedere lo schema che li genera.

Ristrutturazione cognitiva

Si mettono alla prova le interpretazioni catastrofiche delle sensazioni fisiche — "è un infarto", "sto per svenire" — confrontandole con i fatti.

Esposizione interocettiva

Si riproducono volontariamente, in modo controllato, le sensazioni fisiche temute per imparare, con l'esperienza diretta, che non sono pericolose.

Esposizione graduale

Dove si è sviluppato evitamento, si torna un passo alla volta nei luoghi o nelle situazioni evitate, senza bisogno di vie di fuga preparate.

Prevenzione delle ricadute

Si lavora su cosa fare se un episodio si ripresenta, perché un singolo attacco non faccia ripartire il circolo della paura.

Domande frequenti

Prima di iniziare

Un attacco di panico è pericoloso per il cuore o per la salute fisica?
Le sensazioni sono reali e intense, ma un attacco di panico in sé non è pericoloso dal punto di vista fisico: è il sistema di allarme del corpo che si attiva senza una minaccia reale. Se non hai mai fatto controlli medici, o se i sintomi cambiano, resta comunque corretto escludere prima cause fisiche con il tuo medico.
Quante sedute servono per gli attacchi di panico?
Il disturbo di panico risponde bene a percorsi relativamente brevi: orientativamente otto-quindici sedute, con cadenza settimanale. Il numero esatto dipende anche dalla presenza di evitamento associato (agorafobia).
Serve un farmaco per gli attacchi di panico?
Non è automatico. In alcuni casi un supporto farmacologico prescritto da uno psichiatra può aiutare nelle fasi più acute, soprattutto se il quadro è complicato dall'ansia anticipatoria. Come psicologa non prescrivo farmaci: se la valutazione lo suggerisce, viene indicata la figura appropriata a cui rivolgersi.
Come funziona la prima seduta?
Si ricostruisce quando sono comparsi i primi episodi, cosa li scatena, se sono già presenti evitamenti e cosa hai già provato. Alla fine valutiamo insieme se il percorso è adatto e come impostarlo.
È possibile seguire il percorso anche online?
Sì, con un'attenzione in più: anche l'esposizione interocettiva e quella alle situazioni evitate si possono pianificare e verificare a distanza, con indicazioni concordate seduta per seduta.

Primo passo

Una prima valutazione per capire se è il percorso giusto

Il primo colloquio serve a capire cosa scatena gli episodi e se la terapia cognitivo-comportamentale è la strada giusta per te. Le sedute si possono svolgere nello studio di Imola o online, in base alle tue esigenze.

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